Lindy Hop, un fenomeno di massa oggi quasi dimenticato

Nel periodo della grande depressione americana, al seguito del crollo della borsa del 1929, negli Stati Uniti il clima culturale era combattuto fra la necessità di rinfrancare gli animi e la volontà di dimenticare i problemi.
Uno dei grandi temi nati e affermatisi nell’ambiente popolare americano in questo periodo è certamente la insperata e capillare diffusione della musica jazz, che dalla nicchia della comunità afroamericana che l’aveva prodotta iniziò a diffondersi anche fra i bianchi attraverso uno stile particolare: lo swing. Iniziava quella che, oggi, viene chiamata la Swing Era.

swing dance

Lo swing era una musica frizzante, spensierata ed allegra che permetteva di ballare con figure anche molto complesse e che prometteva, per i ragazzi, un brivido in qualche modo anche trasgressivo – dopotutto, si trattava di una musica originata da ambienti considerati poco raccomandabili nella buona società.
In poco tempo, però, uno dei balli più popolari fra gli afroamericani praticati sulla musica swing si affermò in modo tanto forte da diventare un vero e proprio fenomeno di massa anche fra i bianchi: era il lindy hop.

Si trattava di uno stile di ballo nato anch’esso nelle comunità afroamericane di Harlem, a New York, e che prendeva in prestito movimenti da varie altre forme di ballo, fra cui il charleston e il breakaway. Veniva infatti regolarmente ballato soprattutto ad Harlem da danzatori neri che si prodigavano, per il divertimento dei turisti e degli clienti bianchi, in incredibili acrobazie.
Attorno al 1930, inoltre, alcuni ambienti – in particolare alcune famose compagnie di ballo, alcuni film di Hollywood e persino alcune scuole di musica – iniziarono a mostrare e spiegare il lindy hop al grande pubblico, e non fu necessario molto tempo prima che questo cominciò ad appassionarsi al nuovo ballo.

Il successo fu così travolgente da riuscire a raggiungere anche il vecchio continente, verso la fine degli anni ’30: il principale mezzo di propagazione furono naturalmente i film ma anche, in tempo di guerra, le truppe americane che si trovavano in Europa.

Il lindy hop rimase in voga per diversi anni, ma dopo la guerra l’interesse della gente iniziò a diminuire: nuovi stimoli e nuove condizioni si facevano sempre più pressanti e anche la musica era cambiata moltissimo – basti pensare all’esplosione del be-bop negli ambienti jazz.
Intorno agli anni ’50, inoltre, alcuni avvenimenti contribuirono a questo declino: in particolare venne chiuso il Savoy Ballroom, vero e proprio motore propulsivo di questa mania condivisa. Al Savoy, infatti, venivano regolarmente stabilite delle competizioni fra ballerini che cercavano di ottenere un livello tecnico sempre più stupefacente ed elevato. Naturalmente, la chiusura del locale fu fatale per la comunità di appassionati che vi si ritrovava.

Oggi, il lindy hop resta semisconosciuto e si confonde con altri nomi, tra cui il jitterbreak – che altro non era che un nomignolo con cui i bianchi lo designavano, dando ancora una volta l’illusione di non mescolarsi con la cultura nera. Il ballo swing però deve moltissimo a questo fenomeno di massa che esplose subito prima della seconda guerra mondiale e che, a guardare bene, influenzò moltissimo le mosse acrobatiche che avrebbero poi caratterizzato il rock’n’roll.

Lindy Hop, un fenomeno di massa oggi quasi dimenticato ultima modifica: 2015-08-08T00:10:23+00:00 da luca

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