Ultimo tango a Parigi, un film che ha fatto epoca

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a un grande ritorno del genere erotico nel cinema e nella letteratura, aspetti che fino a poco tempo fa erano stati ufficiosamente accantonati nella nicchia del pudore. A dimostrarlo, è anche il gran numero di scene legate a momenti di intimità tra i protagonisti, a cui assistiamo spesso persino in TV, in maniera non sempre adeguata al pubblico e alla fascia di età degli spettatori. Di recente, la trilogia di E. L. James, con le sue cinquanta sfumature di colore, al centro di un enorme successo, ha in un certo senso avvicinato la letteratura più piccante anche al grande pubblico.

Ultimo tango a Parigi

Tuttavia, il genere erotico, contrariamente a quanto i giovanissimi potranno pensare, non è di certo un’invenzione degli ultimi anni, anzi. Pensiamo, per esempio, al grande capolavoro di Bertolucci, “Ultimo tango a Parigi”, che destò un enorme scalpore persino per il pubblico degli anni ’70, reduce dall’ondata dell’amore libero predicato e praticato dai figli dei fiori.

La pellicola venne alla luce nel 1972 dall’abilità indiscussa del celebre Bernardo Bertolucci, già noto al pubblico per alcune sue originali produzioni, tra cui “Il conformista”, del 1970. Che il regista fosse sicuramente un tipo poco incline a seguire la retta via del perbenismo nelle sue opere, si era già ampiamente intuito, per cui molti artisti selezionati per il suo nuovo progetto, rifiutarono di prenderne parte, considerandolo fin troppo scandaloso.

Pensato su misura per gli attori Jean-Louis Tritignant e l’affascinante Dominique Sanda, già protagonisti de “Il conformista”, che tuttavia non accettarono la parte. Venne quindi dirottato su altri due attori molto in voga negli anni ’70, Jean-Paul Belmondo e Alain Delon, veri e propri sex symbols del cinema francese.

In seguito al rifiuto da parte di questi ultimi, il regista pensò quindi di ampliare i confini cinematografici del suo nuovo progetto, proponendo all’attore americano Marlon Brando di prenderne parte. Dopo una trattativa durata ben due settimane, l’attore venne scritturato per il nuovo film, con un compenso di ben 250.000 dollari, ai quali sarebbe stato aggiunto il 10% degli incassi.

Per rappresentare la controparte femminile, invece, si optò per la giovanissima ed affascinante Maria Schneider, che diventerà famosa a soli 20 anni proprio grazie a questa pellicola.

La trama, secondo quanto dichiarato dallo stesso Bertolucci, sarebbe scaturita da una fantasia erotica del regista, che avrebbe sempre sognato di imbattersi casualmente in un’affascinante sconosciuta, consumando un rapporto passionale senza conoscerne neppure il nome.

Non è un caso, quindi, che il film si apra con i due protagonisti che camminano per le strade di Parigi in una fredda giornata invernale, entrambi alla ricerca di qualcosa che non c’è più o che non è ancora arrivato. Paul, infatti, è un cinquantenne in preda ad una crisi emotiva e personale, dovuta principalmente al suicidio della moglie, ma anche alla nostalgia per l’ormai perduta giovinezza, che vaga senza alcuna meta alla ricerca di un motivo per andare avanti. Jeanne, invece, è una ragazza giovane e affascinante, alla ricerca di un appartamento in affitto in rue Jules Verne, nel quartiere parigino di Passy.

I due si ritrovano casualmente all’interno dello stesso appartamento. Dopo un fugace scambio di battute, rapiti dall’incantevole visuale della città e dalla situazione intrigante, Paul e Jeanne si lasceranno travolgere dalla passione, ignorando le rispettive identità.

Da questo momento in poi i due cominceranno a non riuscire più a fare a meno del loro angolo privato in rue Jules Verne, incontrandosi nell’appartamento ogni volta che il mondo all’esterno li attanaglia con la sua sofferenza e i suoi problemi.

In breve tempo, la giovane e inesperta Jeanne perderà la testa per l’uomo misterioso, che tuttavia non ricambia il sentimento, probabilmente in preda alla paura, e decide di interrompere gli incontri.

Nel frattempo arriva a Parigi la suocera di Paul, per poter partecipare ai funerali della figlia. È in questa occasione che l’uomo scopre che la moglie defunta aveva in realtà una relazione clandestina. In seguito all’incontro con Marcel, l’amante di sua moglie, Paul si renderà conto di essersi irrimediabilmente innamorato della giovane Jeanne. Decide così di raggiungerla presso una sala da ballo, dove sta avendo luogo una gara di tango.

I due cominceranno a bere, fino a ubriacarsi, ballando un tango passionale e allo stesso tempo disperato, durante il quale Paul svela molti dettagli della sua vita, eccetto il suo nome, e chiede alla giovane Jeanne di sposarlo.

La ragazza, dopo un fugace contatto, fugge via intimorita verso casa della madre, dove però l’uomo riesce a raggiungerla, pregandola di rivelargli il suo nome. Non appena riesce ad abbracciarla, Jeanne afferra la pistola del padre e gli spara.

Guardando oltre il lato strettamente erotico delle scene, il film incarna una vasta molteplicità di sensazioni ed emozioni, basate non solo sul sesso, ma utilizzando questo come motivo per descrivere la solitudine, la malinconia ed il vuoto che i due protagonisti tentano di annegare nell’appartamento di Passy.

Sin dal primo incontro, frenetico e apparentemente insensato, si mette infatti in moto un meccanismo che porterà i due a rimanere intrappolati all’interno del vortice della passione, della sperimentazione, della trasgressione, come danzando senza sosta un interminabile tango.

Ultimo tango a Parigi, un film che ha fatto epoca ultima modifica: 2015-07-28T08:00:02+00:00 da luca

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