Cinque anni senza Pina

Era il 30 giugno del 2009 quando si spegneva Pina Bausch, una delle più grandi coreografe e danzatrici del Novecento. Intenso e suggestivo è il film-documentario presentato al 61° Festival di Berlino e diretto dall’altrettanto celebre regista Wim Wenders, dedicato a Pina Bausch, intitolato semplicemente Pina. La pellicola rappresenta una testimonianza visiva e dinamica, dalla fotografia impeccabile, del lavoro creativo di questa grande artista.

pina bausch

La sua lunga e intensa carriera affonda le sue radici nell’ambiente tedesco degli anni settanta. Pina Bausch è a capo del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch situato a Wuppertal già a partire dal 1973. Ma cosa significa esattamente il termine tanztheater? L’espressione “teatro-danza” fa riferimento a un progetto artistico sperimentale proprio dell’età contemporanea che si discosta dalle forme tradizionali di danza o di teatro. Il teatro danza comprende elementi recitativi, gestuali, verbali, finalizzati a un’espressione artistica fortemente drammatica, intensa, in cui la componente interpretativa è fondamentale, accanto all’improvvisazione. All’interno di questa forma d’arte, il soggetto che interpreta la pièce attraverso la propria presenza fisica sulla scena, chiamato pertanto danzattore, diventa veicolo di un dramma che va espresso attraverso dinamiche ora forti, ora fragili e intime, movimentate quanto lo spirito umano con le sue sfaccettature.

L’interazione tra i personaggi è quindi importantissima all’interno di queste composizioni chiamate pièces, e Pina Bausch è nota in tutto il mondo per il grande contributo dato al teatro e alla danza contemporanea. I confini tra i due linguaggi sono infatti sottilissimi tanto che si può parlare di osmosi tra forme d’arte ognuna con le proprie peculiarità.

Se le prime composizioni della Bausch sono ispirate a modelli letterari e teatrali precedenti come Le sacre du Printemps del 1975, già i lavori di qualche anno successivo come Café Muller del 1978, composto sulle musiche di Henry Purcell, sono premessa di quella che sarà l’attività artistica della coreografa. Non solo una critica alla dimensione sociale e ai suoi aspetti superficiali sono gli elementi che si ritrovano nella sua riflessione, ma anche il viaggio all’interno della natura umana, dei sentimenti, delle emozioni, accanto alla lotta senza fine tra soggetto e sistema sociale ne sono i temi portanti.

Tutto questo è espresso soprattutto attraverso il lavoro dei ballerini, o danzattori, che necessariamente si ritrovano a interpretare in maniera personale le tematiche proposte dalla composizione, rendendo proprio per questo il risultato avvincente, estremamente ‘reale’ e autentico pur nel suo essere situato nella dimensione della finzione.

Pina Bausch ha avuto l’importante ruolo di innovare profondamente la natura del teatro, rendendolo più fisico e umano. Per questo è estremamente difficile dare una definizione univoca della forma d’arte a cui si è dedicata tutta una vita. Non semplice balletto, e neanche semplicemente teatro.
Il suo è un linguaggio unico, in grado di esprimere la dinamicità della vita, nei suoi contrasti e nella sua componente materica e spirituale. “Danza, danza, altrimenti siamo persi” è la frase utilizzata spesso da Pina Bausch, un’espressione che sottolinea la necessità della danza come fenomeno in grado di esprimere, e avviare una catarsi vitale, indispensabile per la sopravvivenza dell’essere.

Cinque anni senza Pina ultima modifica: 2014-11-18T09:05:23+00:00 da luca

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