La danza di Matisse

La danse - Matisse - 1909
Henri Matisse, La Danza (La Danse), versione del 1909, Olio su tela, Museum of Modern Art, New York City.

Era il finire del 1908 quando Henri Matisse, uno dei pittori europei più importanti del Novecento, fu invitato a dipingere un pannello decorativo di grandi dimensioni per un palazzo di Mosca. Si trattava della Danza (La Danse), un lavoro a olio su tela, la cui idea iniziale era già stata accennata in una composizione precedente datata al 1906 e chiamata Gioia di Vivere.

La Danza, infatti, attualmente conservata all’Hermitage di San Pietroburgo, riprende il motivo delle sei danzatrici già presenti sullo sfondo dell’altro lavoro pittorico, rispetto al quale però elimina una figura, e adatta lo schema compositivo alla forma rettangolare.

La grande peculiarità di quest’opera di Matisse consiste nella scelta e nell’utilizzo della tavolozza cromatica.

L’accostamento dei colori è infatti di grande impatto percettivo e viene eseguita per contrasti forti, netti, campiture decise di tinte dense e cariche di materia pittorica. Il movimento circolare di questa danza, il ritmo delle pose, la tensione dei corpi colti nell’atto espressivo, sono elementi fondamentali, che raramente si ritrovano in questa combinazione in altri lavori del periodo.

Matisse-la-danza-1910
Henri Matisse, La Danza (La Danse), versione del 1910, Hermitage, San Pietroburgo.

Gli elementi fisionomici dei personaggi rappresentati non sono espressi in maniera precisa e si tratta di una scelta voluta del pittore e coerente con gli aspetti teorici del suo stile.

I personaggi non possono essere identificati con questo o con quel ballerino specifico, ebbene, si tratta di un discorso più profondo, ancestrale e radicato. In altre parole, all’artista interessa la natura archetipica della danza accanto alla sua valenza espressiva. A veicolare il senso dell’opera sono i colori e i movimenti delle linee.

Il cromatismo acceso è tipico del periodo dei cosiddetti fauves caratterizzato dalla scelta di colori e contrasti piuttosto forti e alle volte stranianti.

A questo aspetto, si unisce la quasi bidimensionalità delle composizioni Matisse, e l’assenza di uno sfondo preciso che conferisca una certa profondità all’opera.

La danza è un fatto culturale e non servono tanti elementi superflui per rappresentarla, è un elemento radicato nelle culture di ogni tempo e di ogni luogo. Sembra essere questo il messaggio di quest’opera straordinaria che ha saputo rendere uno degli aspetti di questo fenomeno che non smette di esercitare ancora oggi un influsso sugli artisti visivi del nostro tempo, in particolare nel medium fotografico.

L’arte del Novecento è piena di esempi in questa direzione, in grado di sviluppare il tema della danza secondo la personalità specifica dell’artista. Un aspetto interessante de La danza è che i colori possiedono una valenza simbolica ed espressiva.

L’immagine nel suo complesso può essere letta secondo differenti angolazioni. Ad esempio, il verde della parte inferiore potrebbe alludere all’elemento terra; la linea curva evocherebbe la forma sferica del mondo; il blu della parte superiore invece potrebbe suggerirci il cielo.

Ad animare il tutto c’è il gruppo di figure che diventano in questo caso emblema della vita universale, del movimento necessario, della tensione e del divenire. La danza è simbolo di armonia, di cooperazione, di unione tra le parti, e del singolo con il Tutto.

Gioia di vivere - Matisse
Henri Matisse, La gioia di vivere (Le bonheur de vivre), 1906-7, Barnes Foundation, Philadelphia.

La danza di Matisse ultima modifica: 2015-06-26T18:00:41+00:00 da luca

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