Kenneth MacMillan: uno dei più grandi coreografi del Ventesimo secolo

Kenneth MacMillan è il nome di un importante coreografo scozzese nato nel 1929. Durante la sua intensa attività artistica questa straordinaria personalità ha avuto il merito di rivoluzionare la fisionomia del balletto ottocentesco e di guidarlo verso i nuovi e successivi sviluppi.

coreografo

MacMillan è lui stesso un ballerino della Sadler’s Wells Ballet School, poi, attorno agli anni Cinquanta, diventa coreografo delle due più importanti compagnie inglesi, la Sadler’s Wells e il Royal Ballet. La sua carriera dura circa quarant’anni e in questo arco di tempo sono molti i titoli con i quali si confrontò: possiamo citare Romeo e Giulietta, Manon, Mayerling, Anastasia e Principe delle pagode.

Tutti questi lavori sono filtrati dalla sensibilità del coreografo e arricchiti di caratteri assolutamente innovativi per lo spirito del tempo, tanto che MacMillan è considerato in un primo momento una sorta di animo “ribelle” e inquieto. Lo stesso Romeo e Giulietta viene riletto prestando attenzione e cura alla caratterizzazione dei personaggi, alle loro dinamiche interne ma anche relazionali. Allo stesso modo in Manon il personaggio femminile principale è ritratto in tutto il dramma del suo conflitto d’amore interiore. Vediamo di capire dunque in cosa consista questa grande ricchezza creativa di MacMillan.

L’aspetto peculiare di MacMillan come coreografo è la capacità di vivificare il balletto tradizionale così come inteso nell’Ottocento, dando a esso caratteri nuovi, più drammatici, intrisi di aspetti psicologici, interiori, talvolta ironici, talvolta cupi ma sempre autentici e in grado di risuonare emozionalmente nel cuore dello spettatore.

I nuovi balletti a serata intera così come concepiti da MacMillan accolgono nel loro tessuto narrativo ed estetico le esigenze dello spirito novecentesco convogliandole verso un realismo che potremmo definire drammatico. Non siamo più nel secolo del positivismo, del confronto entusiastico con la modernità e la tecnologia, ma piuttosto in un Novecento costellato di dubbi, incertezze, e avvenimenti critici. In altre parole non si ha più bisogno di “fiabe”, così come afferma più volte MacMillan, ma di uno specchio che rifletta attraverso l’arte quella che è la realtà delle cose. In altre parole, sia il mondo esterno che quello interiore passano attraverso la lente di una sensibilità nuova e coraggiosa che è in grado di mostrare l’essere umano nella sua complessità.

Molto spesso, all’interno dei suoi balletti, vengono appunto messe in luce le personalità dei ballerini, il loro carattere, e gli aspetti passionali attraverso il linguaggio del movimento. Non è un caso se proprio MacMillan viene definito il “poeta delle passioni umane”.

Nel 1965 viene nominato “resident choreographer” del Royal Ballet, e poi si trasferisce a Stoccarda, luogo in cui incontra una libertà differente, che gli consente di coreografare Il canto della terra di G. Mahler. In seguito lo vediamo lavorare attivamente a Berlino e poi come direttore del Royal Ballet di Londra, poi al Covent Garden, e l’American Ballet Theatre. E non solo, questo straordinario coreografo viene nominato baronetto dalla stessa regina Elisabetta nel 1983, fatto che testimonia e dimostra quanto il suo lavoro creativo sia stato riconosciuto e valorizzato anche all’esterno.

kenneth macmillan

Il laboratorio coreografico dell’Istituto Italiano Arte e Danza svolge da anni la sua ricerca artistica elaborando tra le altre le concezioni e le idee dei più grandi maestri coreografi del Novecento. Per partecipare o semplicemente per saperne qualcosa in più contattateci o passate a trovarci direttamente nella sede dell’Istituto.

Kenneth MacMillan: uno dei più grandi coreografi del Ventesimo secolo ultima modifica: 2015-02-10T08:00:24+00:00 da luca

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