La danza immobile di Isabel Muñoz

Cresciuta con il sogno di divenire una danzatrice, la spagnola Isabel Muñoz (1951), attorno ai 20 anni, scopre la sua seconda grande passione, cioè l’arte fotografica.

Trasferitasi presto nella capitale spagnola, inizia un periodo di ricerca che, inevitabilmente, si incentra sul corpo e sulle possibilità dinamiche del corpo.

Arriva quindi a fondere i suoi due grandi riferimenti, danza e fotografia, in un unico linguaggio che le permetta di trovare nuove forme espressive con cui dare vita al suo immaginario creativo. Si concentra, in particolare in un primo momento, sul tango, sul flamenco, sul balletto, sulle danze orientali, in cui il corpo umano si muove secondo posizioni che comunicano una totale presenza scenica.

Isabel Munoz, Photographer / Making of from Chema Vegas on Vimeo.

Con ciò non si esaurisce certamente il suo lavoro. Fino a dove si può trovare una danza in una posizione, in un movimento?

Viaggiando molto, la Muñoz si rende conto che le dinamiche sociali e culturali di tutto il mondo possono essere una vera miniera di risorse per la propria ricerca. Nei suoi lavori dunque vediamo comparire guerrieri, contorsionisti, monaci shaolin, toreri e, naturalmente, danzatori e ballerini in ogni contesto possibile.

Ma non solo: compaiono anche corpi in contesti quotidiani, corpi che colpiscono per caratteristiche peculiari: decorati, sofferenti, segnati, invecchiati.

Il movimento macroscopico della danza si trasferisce dunque nel contesto microscopico degli elementi anatomici e di ciò che li altera. Un movimento apparentemente immobile, o estremamente lento, cristallizzato per sempre dall’occhio della fotocamera.

La preoccupazione di trovare un supporto fotografico adatto per rappresentare il gioco estetico della pelle la spinge, durante gli anni ’80, a lavorare con vari materiali, in particolare il platino e l’albumina, fino ad approdare ad una tecnica antica, chiamata platinotipia: grazie ad essa ottiene fotografie monocromatiche di grande riverbero luminoso e alta definizione sulle gradazioni di grigio.

Ciò conferisce alle fotografie una vasta gamma di toni e fa risaltare ogni dettaglio, in maniera non replicabile con metodi più convenzionali.

Le sue foto, di carattere fortemente naturalistico, mostrano un’estrema dedizione autenticità mantenendo un’impronta autoriale unica.

Isabel Muñoz è ormai un punto di riferimento per l’arte della fotografia, su cui è importante soffermarsi per riflettere non solo sulla danza, ma sugli infiniti modi con cui può essere rappresentata.

La danza immobile di Isabel Muñoz ultima modifica: 2015-07-14T11:00:43+00:00 da luca

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