Il Rinascimento e la nascita del balletto

Il Rinascimento ha rappresentato un momento storico particolarmente importante per l’Europa. Si tende a considerare questa fase un punto di rottura rispetto all’età buia medievale, un momento di risveglio della vita culturale, economica e sociale. L’avvio dell’espansione coloniale, la nascita di una precisa identità politica e geografica ed il ritorno alla passione per l’arte, tipica delle epoche storiche precedenti, sono solo alcuni punti che hanno caratterizzato il senso di profonda rinascita. Va da sé che ogni periodo storico presenta delle sue peculiarità, e va letto in relazione agli avvenimenti e al contesto in cui l’arte, e le varie espressioni culturali trovano espressione. Il Rinascimento è un periodo differente rispetto all’età medievale, ricco di novità sotto il profilo culturale.

Durante il Medioevo, infatti, la capacità dell’uomo di esprimere il proprio pensiero e la propria identità attraverso la letteratura, la filosofia, le scienze e le arti figurative era stata in parte depauperata ed accantonata da una serie di circostanze storiche. Da questo punto di vista, quindi, è chiaro che il Rinascimento ha avuto un ruolo molto importante nel far rifiorire la possibilità e la voglia di creare, scoprire e rinnovarsi. La vita cittadina riemerse, fiorirono i commerci, e nacquero le università e ci si affacciò alla soglia di un processo di laicizzazione della vita culturale.

Il frutto del risveglio rinascimentale lo ritroviamo in molti ambiti. Tra i grandi nomi del Quattrocento troviamo le opere letterarie di Machiavelli e Guicciardini, le pitture di Giotto e Raffaello, le sculture di Michelangelo, il pensiero di Tommaso d’Aquino, le innovative scoperte di Copernico e Keplero, la musica rivoluzionaria di Dufay e Des Prez.

In questi grandi sconvolgimenti rimase inevitabilmente coinvolto anche il campo della danza. Nel Medioevo, sotto i cupi e severi ammonimenti da parte della Chiesa, si era perso lo spirito di grande vitalità che caratterizzava i precedenti periodi storici. Il pensiero cattolico di quegli anni era talmente austero da impedire il normale flusso di energia nella mente e nel corpo. Il rigore veniva imposto soprattutto all’intrattenimento, che non poteva più uscire al di fuori dal confine dei giullari di corte e delle statiche danze di gruppo. L’uomo aveva così rinunciato a scoprire e a inventare nuovi balli, limitandosi ad eseguire quelli tradizionali.

Con l’avvento del Rinascimento, tutte queste imposizioni vennero abolite, ricollocando la musica e il ballo nell’innocuo, ma stimolante contesto del divertimento e della spensieratezza.
È proprio in questo periodo che le corti più importanti si dotarono di una figura di grande innovazione: il maestro di danza. L’esperto ballerino aveva il compito di insegnare ai nobili le nozioni principali per poter organizzare e partecipare ad una festa danzante. I più celebri maestri di danza del Rinascimento furono soprattutto Domenico da Piacenza e Guglielmo Ebreo da Pesaro, autori di importanti trattati.

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Durante i primi anni del Quattrocento, con la nomina dei primi Signori, la danza iniziò ad assumere un’identità diversa rispetto a quella medievale, ma pur sempre molto limitata nell’ambito del balletto di corte. Ogni Signore misurava il proprio prestigio organizzando feste danzanti sempre più sfarzose. Matrimoni, nascite, visite prestigiose, ogni evento era un’ottima occasione per far festa.
Accanto ai balli di corte, cominciavano ad affacciarsi anche gli spettacoli musicali e teatrali, spesso intermezzati da coreografie ornamentali, che tuttavia non diventavano mai l’intrattenimento principale.

Al tempo stesso, la danza rappresentava un linguaggio in grado di manifestare questo spirito innovativo sorto in antitesi al rigore medievale. La perfetta incarnazione di questo pensiero possiamo ritrovarla soprattutto nelle feste popolari, come quelle organizzate in occasione del Carnevale. Macchine ingegnose, costumi vivaci e danze sfrenate erano immancabili durante queste feste sfrenate. Il saltarello e la piva erano i principali balli popolari, caratterizzati, come suggerisce il termine, da allegri saltelli e un ritmo vivace.

Con la comparsa dei primi maestri di danza, invece, i movimenti divennero più strutturati, senza però rinunciare all’essenza vitale del ballo. Il maestro si occupava di insegnare, ma soprattutto di creare nuove coreografie, mescolando i generi più antichi.

Nacquero così altri due generi molto importanti, la bassadanza e il balletto. La bassadanza è un tipico ballo di coppia, dal carattere solenne, mentre il balletto era riservato soprattutto alle coreografie di gruppo.
Pertanto, senza il Rinascimento, l’uomo medievale non avrebbe potuto gettare le basi per le grandi innovazioni artistiche e culturali che hanno caratterizzato le epoche storiche successive.

Il Rinascimento e la nascita del balletto ultima modifica: 2015-04-24T09:00:40+00:00 da luca

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