Il bandoneón, lo strumento musicale del tango

Se c’é uno strumento che fra tutti incarna la passionalitá e l’emotivitá del tango, questo é sicuramente il bandoneón. Il suo suono, infatti, si distingue chiaramente nei grandi brani di tango – pensiamo ad esempio ad Astor Piazzolla e alle sue composizioni, o ai moderni Gotan Project – ed accompagna da sempre l’immaginario legato alla danza, contribuendo in modo sensibile a conferire quel timbro e quella sensibiitá meticcia, unica di questa musica, in perfetto equilibrio fra malinconia, impulsivitá e riflessione.

Tecnicamente, si tratta di uno strumento aerofono ad ancia libera e mantice, direttamente imparentato alla fisarmonica e alla concertina. Ha una sezione rettangolare e rappresenta, per quanto riguarda le dimensioni, l’anello di congiunzione fra questi due strumenti.

La sua nascita si deve ad un inventore tedesco, Heinrich Band, che nella prima metá degli anni venti elaboró uno strumento portatile che potesse sostituire l’organo da chiesa nelle funzioni religiose. Il nome dello strumento, d’altronde, origina da quello del suo costruttore, anche se originariamente si chiamava bandonion e solo con la diffusione argentina, dovuta all’emigrazione massiva di italiani e tedeschi al principio del XX secolo, assunse una denominazione piú latina, che é quella ancora in uso.

Attualmente, come si é visto, resta uno degli strumenti piú usati nella musica popolare argentina. In particolare é molto diffuso nella regione del Rio de la Plata, attorno alle cittá di Buenos Aires, Rosario e Montevideo. Viene peró anche utilizzato nella regione della mesopotamia argentina per la musica tipica, molto meno conosciuta del tango: il chamamé, tipico della provincia di Corrientes. Altre regioni argentine in cui si nota la sua diffusione sono quella di Santiago del Estero e Salta, dove viene usato per suonare la chacarera e la zamba.

Bandoneon

Il suo funzionamento é particolarmente complesso e risulta molto piú articolato della fisarmonica. La differenza principale, rispetto a questa, é che sia la mano destra, che esegue la melodia, che la mano sinistra, che esegue i bassi, lavorano su bottoni e non su una tastiera. Il registro acuto ne ha 38 e il basso ne ha 33: dal momento che ogni bottone emette un singolo suono – a differenza della fisarmonica – é necessario premere contemporaneamente piú bottoni per comporre un accordo.

Inoltre, le note emesse da un singolo bottone sono diverse dipendendo dal movimento del mantice, che puó trovarsi in apertura o in chiusura. Tutto ció implica una notevole complessitá e coordinazione tecnica del bandoneista, che deve conoscere a memoria le combinazioni di tasti per comporre melodie strutturate.

Ad oggi, tuttavia, il bandoneon continua ad essere utilizzato nel tango, come strumento principe, dalla sensibilitá unica e fragile. Un bellissimo e famoso tango degli anni ’20, scritto da Contursi, mostra come giá da tempo il suo suono fosse stato adottato dai tangueiros: “Bandoneón arrabalero, / viejo fuelle desinflado, / te encontré como a un pebete / que la madre abandonó”.

Il bandoneón, lo strumento musicale del tango ultima modifica: 2015-05-06T10:45:28+00:00 da luca

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