Danza Butoh – Masaki Iwana Un Butoka In Normandia

Nel panorama contemporaneo delle “Scuole Di Danza“, la Danza Butoh rimane una delle più controverse ed affascinanti forme di espressione artistica

Masaki Iwana è una delle massime autorità attuali nel mondo della danza butoh. Nato e cresciuto in Giappone, comincia la sua carriera artistica come attore di teatro Nô, il teatro tradizionale giapponese. Dopo alcuni anni decide di dedicarsi interamente alla danza butoh: considera il teatro come una finzione ripetitiva, alla quale cerca di rispondere attraverso una ricerca sofferta e appassionata, una ricerca che lo porta a ricevere lezioni dagli stessi Tatsumi Ijikata e Kazu Ono (fondatori della danza butoh). Dopo alcuni anni decide di proporre una serie di esperimenti al pubblico: compare in scena completamente nudo, con il corpo dipinto di bianco e i capelli lunghi sciolti (come nella tradizione della danza butoh) ed offre agli occhi frenetici degli spettatori occidentali (o occidentalizzati) una danza di immobilità della durata di dieci minuti.

Gli appassionati di butoh sanno bene che un corpo immobile non esiste e che quella che chiamiamo “immobilità” è una preziosa opportunità per lasciar danzare nuove parti del corpo.
Negli anni in cui Masaki Iwana propose l’esperimento, tuttavia, il butoh era una danza del tutto sconosciuta, oscena, una non-danza.
Per cento serate nell’arco di un anno, in cento paesi diversi, Iwana propone il suo esperimento e la risposta che riceve è costantemente la stessa: insulti, fischi, derisione, persone che abbandonano la sala indignate.

Danza Butoh
il sentiero che conduce al teatro del Montevaso di Pisa

Durante i viaggi legati a questo esperimento, Masaki Iwana scoprì la campagna della Normandia e decise di stabilirsi lì: in un grande casolare isolato, con intorno un piccolo orto che non smette di coltivare nemmeno sotto la neve.

Presso questo casolare Iwana cominciò ad organizzare dei laboratori di danza butoh, fino a fondare una sua associazione: La maison du butoh blanc.
In questo nome si nota tutta l’ironia di Masaki Iwana: il butoh, la danza delle tenebre, viene aggettivato come bianco. Infatti la danza di Iwana è una danza che sa essere ironica e autoironica, tremenda e irridente allo stesso tempo, profonda e leggera proprio come l’acqua (c’è la superficie del lago e c’è il fondo del lago).

Nel corso degli anni il danzatore giapponese è stato invitato a condurre laboratori in ogni parte del mondo, Italia compresa: Napoli, Roma, Toscana, Trieste. Durante ogni laboratorio è previsto un giorno di pausa, al termine del quale chiunque voglia farlo, può offrire una performance al gruppo. Solitamente a chiudere questo scambio di performance è lo stesso Masaki Iwana che, con un’enorme umiltà, danza dopo aver osservato attentamente tutti suoi allievi.

La danza che Masaki Iwana continua ad offrire al suo pubblico è una danza che mira a stupire, a trasgredire ogni regola (anche le regole della danza butoh), e a far considerare con affetto ed ironia quel corpo bianco, più o meno svestito, che si lascia osservare, ascoltare e attraversare in scena, seminascosto dai suoi lunghi capelli neri.

Danza Butoh – Masaki Iwana Un Butoka In Normandia ultima modifica: 2016-03-26T09:32:02+00:00 da luca

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