Consigli per allievi e aspiranti attori

Come sopravvivere nel complesso mondo della recitazione

 

Ogni mestiere, si sa, ha la sua bellezza ma anche le sue difficoltà e quello dell’attore non fa differenza. Il percorso necessario per diventare attori e divenire professionisti della recitazione non è affatto semplice ed implica sacrifici, sforzo, fatica, studio ed una coraggiosa disponibilità a mettere in gioco se stessi, la propria emotività più intima e la propria storia. Nonostante ciò, sempre di più, il mondo è pieno di giovani aspiranti attori: qualcuno, in realtà, è maggiormente guidato da un desiderio di fama e di successo, ma qualcun altro è motivato realmente da una forte passione, da un’urgenza di dire e raccontare attraverso lo sterminato mondo di personaggi possibili.

Pensando proprio a chi sta inseguendo questa passione con coraggio e determinazione abbiamo pensato di stilare, nel nostro piccolo, una breve lista di consigli utili per allievi ed aspiranti attori, alle prese, magari da poco, con il complesso mondo della recitazione.
Partiamo!

 

Consiglio numero 1: Studiate!

Può sembrare scontato, ma non lo è affatto. Soprattutto in quest’epoca in cui chiunque, tramite i social network, può acquistare un po’ di notorietà senza aver nessun particolare talento, sono tantissimi i ragazzi e le ragazze che pensano che attori lo si diventi senza bisogno di studiare, magari soltanto grazie ad un bell’aspetto fisico e una bella presenza.

Niente di più sbagliato: per diventare attori e per recitare bisogna studiare e tanto: è importante la

  1. tecnica (dallo studio della voce, a quello del movimento, dalla dizione all’interpretazione, il campo di studio è larghissimo),
  2. ma è importante anche leggere tanti libri,
  3. conoscere le opere teatrali,
  4. andare a teatro a vedere spettacoli
  5. o anche guardare tanti film.

Studiare significa, inoltre, anche essere in grado di lavorare su stessi, di conoscersi e scoprirsi confrontandosi con le proprie paure o i propri limiti. La superficialità, nella recitazione, non paga, anzi è proprio impensabile. Quindi studiate, scoprite e scopritevi!

 

Consiglio numero 2: Osservate ciò che vi circonda

Foto di scena del corso di recitazione per attori
Spettacolo “A metà”, foto dal trailer girato presso Teatro Altrove Studio, Roma

Lo ripetono spesso tanti attori bravi e famosi: un buon punto di partenza per imparare a recitare è quello di osservare con attenzione le persone e le cose che ci circondano. Per osservazione non si intende solo quella che si fa con gli occhi: un buon attore sa attivare tutti i propri sensi ed impara a conoscere tanto con la vista quanto con l’udito o con l’olfatto.

Non soltanto, allora, occorre alzare la testa dal telefonino, quando siamo in metro o per strada, per osservare le persone che ci circondano, i loro modi di camminare, di parlare o di leggere, ma bisogna riabituarsi (perché non lo facciamo affatto) a prestare attenzione alle sensazioni che viviamo con tutti e cinque i sensi.

Avete mai provato a chiudere gli occhi ed assaporare lentamente ciò che state mangiando o bevendo? Vi siete mai soffermati a toccare la sabbia, o a sentire la consistenza della stoffa della vostra maglietta? Siete mai rimasti in ascolto del vento fra le foglie, o vi ricordate che odore c’era nell’aria quelle sere d’estate di quando eravate piccoli? Insomma, sentite, sentite e sentite, ed immagazzinate tutto nella vostra memoria. Più saranno le esperienze sensoriali vissute più sarete capaci di evocarle in scena.

 

Consiglio numero 3: Esercitate la vostra capacità d’ascolto

Uno degli errori più frequenti che si vedono nelle scuole di recitazione, quando gli allievi sono in scena, è quello di recitare da soli, ripetendo le battute così come sono state imparate a memoria e preparate precedentemente e senza tener conto del proprio partner di scena e di tutte le altre circostanze presenti.

La verità è che sul palcoscenico ci dimentichiamo spesso di ascoltare, non solo con le orecchie, ma con tutto il nostro corpo e le nostre emozioni. Per diventare degli attori bravi ed autentici occorre invece imparare ad ascoltare. Se il nostro compagno di scena cambia l’intonazione di una battuta rispetto ad una prova o una replica precedente e ci trasmette, ad esempio, rabbia invece di tristezza, non possiamo pensare di ripetere la nostra battuta nello stesso modo in cui l’avevamo detta nella scorsa replica: qualcosa è cambiato e dobbiamo reagire di conseguenza.

Accade d’altronde anche nella vita: se ci rechiamo in casa di un nostro amico per ridere insieme raccontandoci aneddoti curiosi sulla nostra amicizia, ma quando arriviamo lì scopriamo che il nostro amico è preoccupato perché sua mamma sta male, non ci comportiamo più nello stesso modo in cui avevamo programmato, perché ascoltiamo ciò che è accaduto, riceviamo dall’altra persona un’emozione diversa da quella che ci avrebbe dato in un’altra circostanza. Lo stesso deve avvenire in scena. Esercitiamoci ad ascoltare, dunque.

 

Consiglio numero 4: Siate voi stessi, siate originali

Imitare per imparare non è sempre sbagliato: anche i bambini imparano tante cose per imitazione. Durante il percorso di studi può capitare dunque di essere chiamati ad imitare qualcuno, un’interpretazione o un’intonazione. Si tratta tuttavia soltanto di un esercizio temporaneo. Costruendo la propria identità di attori, però, non bisognerebbe mai cercare di imitare qualcuno, sia pure un attore famoso e talentuoso: occorre trovare la propria strada, la propria dimensione, il proprio stile.

Questa regola vale, ovviamente, per qualsiasi mestiere, ma forse è un po’ più importante per quello dell’attore: la materia su cui un attore lavora è nient’altro che la propria interiorità, il proprio essere. Imitare qualcun altro significherebbe lavorare su una materia che non ci appartiene e che non conosciamo. Anche se a volte può far paura pensiamo che l’originalità è ciò che paga: nessuno ci sceglierà in un provino se siamo uguali a mille altre persone.

 

Consiglio numero 5: Siate coraggiosi!

Può sembrare un consiglio un po’ soggettivo e campato in aria, ma non lo è affatto. Per diventare dei bravi attori e per l’arte della recitazione, occorre essere coraggiosi, sul palcoscenico come nella vita. Essere coraggiosi significa affrontare le proprie paure e accettare il fatto di poter sbagliare, di potersi far male. Spesso, in scena, le intuizioni migliori nascono proprio dagli errori. Nella vita, poi, essere coraggiosi e rischiare di sbagliare, sarà utile a vivere più esperienze possibili e ciò è fondamentale per un attore che si ritroverà necessariamente ad interpretare una lunga trafila di personaggi, ciascuno con la propria esperienza e la propria storia.

Quindi, abbiate coraggio, non temete di farvi male: d’altronde Jacques Copeau diceva che “il teatro nasce dove ci sono delle ferite”.

Consigli per allievi e aspiranti attori ultima modifica: 2020-06-14T12:29:08+00:00 da luca

2 thoughts on “Consigli per allievi e aspiranti attori

  1. Salve!
    Forse la domanda sarà stupida…
    Secondo voi…quanto un aspetto caratteriale (tipo l’eccessivo pudore), un rapporto conflittuale con se stessi, o semplicemente una scarsa autostima possono rappresentare un limite per diventare bravi attori?
    Intendo domandare: nella vostra esperienza con gli allievi, la scuola di teatro può essere un aiuto nel superamento di determinate barriere personali? Oppure sarebbe opportuno prima affrontare un percorso diverso che punti al miglioramento/risoluzione e poi poter pensare di iniziare a fare teatro?

    1. Ciao R.C.
      Grazie della tua domanda, che non sono mai stupide.
      Le tue considerazioni sono molto interessanti. Io credo che quasi sempre la spinta artistica derivi da conflitti interiori, e altrettanto spesso sono proprio questi ultimi a fare da motore artistico.
      Per risponderti, credo che dipenda dalla “gravità”, concedimi il termine improprio, del disagio. Se questo fosse molto grande cercare una strada ulteriore oltre alla scuola di recitazione, sia questa la psicoterapia, lo yoga o altri approcci, sarebbe meglio. Ritengo che la recitazione come altre forme di arte siano grandemente terapeutiche; ma in certi casi se si dovesse continuare a soffrire, è bene trovare anche altre strade come ti scrivevo sopra.
      Mi farebbe piacere sapere in futuro cosa farai, fammi sapere se ti sono stata utile.

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