DanceAbility©: Un Apparente Ossimoro

Cosa è la DanceAbility (Prima Parte)

Il primo laboratorio di DanceAbility© ebbe luogo nel 1987 nell’Oregon, fu organizzato dai danzatori statunitensi Alito Alessi e Karen Nelson.
Da allora la DanceAbility© si è sviluppata fino a diventare un vero e proprio metodo certificato a livello internazionale.
La fase iniziale di elaborazione dei suoi elementi caratterizzanti ha visto la collaborazione di coloro che sarebbero divenuti, di lì a poco, i principali improvvisatori delle scene internazionali: Alito Alessi, Karen Nelson, Julyen Hamilton, etc…

Successivamente Alito Alessi ha portato la DanceAbility© ad un livello di raffinatezza elevatissima, corredandola di corsi di formazione per insegnanti (DanceAbility© Teachers Training), di una compagnia stabile (Joint Forces Dance Company), street parades o informances, workshops (tra cui quelli del festival ImPulsTanz a Vienna).

La DanceAbility©, come ripete spesso Alessi, “è una danza per tutte le persone”: persone abili, persone con disabilità fisica e/o mentale, danzatori esperti, non danzatori, adulti, bambini, anziani.
Si basa sui principi dell’improvvisazione e della contact improvisation, e le sue caratteristiche la rendono particolarmente efficace per incrementare le competenze dei danzatori professionisti o semi-professionisti, così come per introdurre alla scoperta dell’universo coreutico-ritmico della danza bambini e non danzatori.

Foto di stage di Danceability
Corsi e laboratori di DanceAbility

La DanceAbility© si fonda su una filosofia inclusiva che considera ineludibile la costruzione di uno spazio di ricerca comune e condivisibile e di un linguaggio corporeo altrettanto condivisibile (quello che Alessi ha definito “common ground” e “common language”), che permettano ad ogni partecipante di poter “fare scelte”: imparare a scegliere è un’ esperienza fondamentale per chiunque, ma in modo particolare per i bambini, gli anziani, le persone disabili, le persone che si trovano in condizioni di marginalità sociale; il senso comune attribuisce a queste categorie una passività (fisica, intellettiva, emozionale, relazionale) che spesso, di fatto, è inesistente.

Gli elementi caratterizzanti di tale ricerca – vere e proprie linee guida per strutturare gli esercizi delle lezioni, le improvvisazioni e le informances – sono: sensazione, relazione, tempo, design.

La sensazione consiste nell’esperienza fisica, concreta del movimento: provate (anche ora, mentre leggete) a fare un piccolo movimento con una parte del vostro corpo; dopo una breve esplorazione di un minuto circa (anche meno) interrompete il movimento. La memoria che avete dell’esperienza di quel movimento è quello che la DanceAbility© chiama sensazione: un’esperienza concreta, condensata in un ricordo legato alla corporeità. La DanceAbility©, infatti, come precisa spesso Alessi non è una terapia ne una forma di assistenza sociale, ma un vero e proprio percorso di danza, una tecnica di improvvisazione, composizione coreografica, e avvicinamento ad alcuni elementi fondamentali della danza (il ritmo, la composizione dello spazio, la consapevolezza e l’attenzione necessarie per danzare insieme). Proprio per il suo distaccarsi dall’universo delle arti-terapie, in una lezione o in un workshop di DanceAbility non si interviene mai sul piano emozionale, ma solo ed esclusivamente su quello fisico: la sensazione, la relazione (e, quando è presente, il contatto), il tempo e il design sono considerati esclusivamente in relazione alla loro dimensione fisica, corporea, organica, mai emotiva, o psicologica. “Siete insegnanti di danza, non terapeuti”, ripete Alessi durante ogni DanceAbility© Teachers Training, “e il vostro lavoro è fare gli insegnanti di danza, una danza per tutti”.
Tuttavia, è innegabile (come è stato ampiamente dimostrato) che la DanceAbility© produca degli effetti eccellenti nel migliorare la qualità della vita delle persone, nell’incrementare il loro potenziale decisionale, relazionale e comunicativo, quello che l’antropologia contemporanea sintetizzerebbe nella parola agency (traducibile come agentività): la capacità, che ogni essere umano ha, di interagire con il mondo circostante, di rispondere attivamente e creativamente agli stimoli prodotti dall’esterno.

Spero che, a questo punto, siate curiosi di approfondire la conoscenza con questa danza apparentemente ossimorica: troverete in questo blog la continuazione  (per questo trovate il titolo con indicato “prima parte”), buona ricerca, ma nel frattempo vi consiglio di sbirciare questi link:
www.danceability.com
Don’t Leave Me – A collaboration of dance, space and music (video su YouTube)
Performace Alito Alessi – Emery Blackwell – Trier (video su YouTube).

DanceAbility©: Un Apparente Ossimoro ultima modifica: 2016-03-20T00:52:27+00:00 da luca

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