Canova e il movimento: quando il marmo diventa danza

Uno dei protagonisti del neoclassicismo italiano è Antonio Canova. Nessuno come quest’artista ha saputo cogliere quegli stilemi dell’arte greca così cari al movimento ottocentesco, per condurli nell’età moderna in una forma nuova ed esclusiva.

Le sue opere scultoree sono nate dall’intento preciso di rendere quasi “vivi” i protagonisti di quei momenti che l’arte riesce a fissare, in questo caso, nel marmo. Appunto, lo stesso Canova dichiarava che gli esseri sono fatti di carne flessibile e non di bronzo, ragion per cui le sculture dovevano rendere e manifestare quanto più possibile le sfumature e le peculiarità dei soggetti reali.

Danzatrice con cembali - Canova
Antonio Canova, Danzatrice con cembali, 1809-1814, Staatliche Museen, Berlino.

Il mondo della danza, poi, emblema di movimento coordinato, di arte del moto, di dinamicità ed eleganza offriva all’artista una serie di motivi essenziali per sperimentare questa ideologia. Ad esempio, nella Danzatrice con i cembali, è presentato il tema della figura in volo. A causa della Grande Guerra, la scultura era stata quasi distrutta. In seguito a un lavoro di restauro è stato invece possibile ricostruire parte degli arti superiori e dei cembali che erano stati completamente deturpati.

Danzatrice con le mani sui fianchi - Canova
Antonio Canova, Danzatrice con le mani sui fianchi, 1811 – 1812, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo.

Ma questo non è il solo esempio di scultura dedicata alla danza proposto dall’artista neoclassico. La Danzatrice col dito al mento, che probabilmente era stata creata per Domenico Manzoni, banchiere di Forlì, e la Danzatrice con le mani ai fianchi, sono due lavori dedicati al mondo della danza, che ritraggono due danzatrici nell’atto della danza.

A incantare gli osservatori sono l’estrema leggiadria delle vesti, la raffinatezza dei movimenti, la leggerezza che Canova ha saputo estrarre da un materiale come il marmo, per sua natura non certo simbolo di leggerezza e assenza di peso.

Ma da dove nasce questo interesse di Canova per la danza? Questa sarebbe una delle domande che ci si potrebbe porre. Tale passione accompagnò la vita dell’artista, e sappiamo che egli era molto appassionato di musica, e amico di un coreografo italiano molto importante ovvero Carlo Blasis.

Quest’ultimo era il maestro di danza della Scala di Milano, e anche autore di un trattato sulla danza, di una sorta di compendio sulla storia della danza.

La grande capacità dell’artista di rendere quasi vive le sue sculture, di fare arte ottenendo effetti luce e leggerezza, di rendere il materiale di partenza una forma che esprime la sensualità della vita e della danza, è un dettaglio che rende ancora oggi queste opere un esempio di arte che stupisce e continua a meravigliare, emozionare, muovere l’animo.

 

Le danzatrici si librano in aria, quasi senza peso, ma questa leggerezza non significa assenza di corpo, di fisicità. Piuttosto si tratta di una straordinaria capacità di tradurre in opera d’arte il movimento reale perché è sempre da lì che l’arte parte, dall’uomo, anche quando è in grado di esprimere i sentimenti e le idee più nobili che la mente e il cuore umani possano immaginare.

In questo caso tutta la storia dell’arte greca rappresenta un terreno fertile da cui attingere, coi suoi ideali di armonia, proporzione, di equilibrio tra le parti del corpo e gli effetti luminosi, nella dialettica di luci e ombre. Le pieghe delle vesti ne sono un esempio. Chi non conosce le opere dell’arte greca più importanti, che ritraggono figure femminili in volo, Nike alate, tutte colte nell’atto di librarsi leggere, con le pieghe delle vesti che aderiscono alle gambe lasciando trasparire il corpo sottostante?

Non è possibile restare indifferenti di fronte a questi capolavori patrimonio dell’umanità, e il neoclassicismo seppe bene cogliere questi input per elaborare capolavori di arte in grado di esprimere i valori del proprio tempo, i suoi propositi, la volontà di rifarsi a questo bagaglio del mondo classico per assegnare un ordine estetico fatto di equilibrio e bellezza alla cultura del proprio tempo.

Canova e il movimento: quando il marmo diventa danza ultima modifica: 2015-07-27T08:00:33+00:00 da luca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *