Bossa nova, non solo Saudade

Difficile non restare rapiti dalle melodie e dai ritmi particolari che caratterizzano quel genere musicale chiamato bossa nova. Una musica che colpisce per la sua dolcezza e per la suadente intensità delle sue melodie. Chi non conosce, ad esempio, la celebre Garota de Ipanema, scritta nel 1962 da Tom e Vinicius?

Il fenomeno della bossa nova affonda le sue radici nel clima culturale particolarmente vivace del Brasile degli anni ’50. In questo momento, il Paese vive una fase di grandi cambiamenti economici e politici e l’arte ne trae grande impulso. Nell’estate del 1958 esce inoltre Chega de Saudade, un brano destinato a restare nella storia della musica per la sua originalità rispetto alla musica contemporanea. Dal punto di vista stilistico, la bossa nova è sì legata alla tradizione musicale del samba ma risente delle influenze del jazz che in quel periodo viveva un’intensa fase di sperimentazione. Si considerano fondatori del genere Carlos Jobim, Vinicio de Moraes, e Gilberto, anche se, in realtà il processo era già cominciato qualche anno prima, negli anni ’40, quando Custòdio Mesquita, pianista, ne introduce alcuni elementi nei cosiddetti Samba-Cançoes, composizioni stilistiche tipiche del samba brasiliano. Si tratta di un genere che include al suo interno differenti influenze, dal samba al jazz, allo swing, fondendole in composizioni piuttosto lente ritmicamente e anche un po’ swing.

Quanto all’etimologia del termine, sembra che “bossa” sia già stata utilizzata negli anni ’30 all’interno di un samba noto con il nome di São coisas nossas di Noel Rosa. Troviamo invece il termine “bossanova” usato come aggettivo alla fine degli anni ’50, mentre, come già accennato in precedenza, la prima canzone in questo stile fu Chega de Saudade registrata da Elizeth Cardoso con musica di Tom Jobim e testo di Vinicius. Protagonisti della stagione musicale degli anni ’50 sono stati invece Alfredo Josè da Silva e la sua O que amar e Rapaz de Bem, la cui peculiarità era quella di presentare un testo in rima, e Jobim, Joao Gilberto e Vinicius de Moraes.

Ciò che colpisce dei primi anni di sperimentazione del genere è che la sua ricezione non è stata immediatamente positiva. Inizialmente, la bossa nova era vista come espressione di una nicchia, come qualcosa di elitario e sofisticato, distaccato dalla tradizione, ma in realtà, nel corso del tempo si è rivelata una musica in grado di rappresentare ed esprimere l’anima di un territorio e dei suoi abitanti. Gli elementi provenienti dalla cultura nord americana, soprattutto a livello armonico e di accordi, hanno probabilmente contribuito a questa fama iniziale. In un primo periodo i testi di queste composizioni erano basati su emozioni semplici, intrecci sentimentali, storie d’amore; negli anni 60 invece, all’interno delle canzoni confluiscono tematiche più sociali, di protesta contro le vicissitudine politiche che interessavano il Brasile. Nel 1964 infatti si verificò un vero e proprio colpo di stato dovuto alla situazione politica del Paese e dunque la bossa nova, come espressione culturale, divenne veicolo per esternare idee e sviluppare un pensiero critico all’interno della popolazione.

Una curiosità è legata al fatto che Gilberto compose questa canzone diventata il simbolo di un genere musicale, Chega de saudade. Venne inizialmente interpretata da Elizete Cardoso e poi dallo stesso Gilberto raggiungendo un successo inaspettato. In questa composizione è presente la cosiddetta Batida, un modo particolare di suonare la chitarra con la mano destra senza utilizzare gli arpeggi ma pizzicando con il pollice le note più gravi e poi con le altre dita le successive corde.

Bossa nova, non solo Saudade ultima modifica: 2014-12-04T10:10:17+00:00 da luca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *