Alle origini del Burlesque: la piccola rivoluzione di Lydia Thompson

Chiunque ami il burlesque oggi fa riferimento alcuni nomi che, in altri tempi, hanno contribuito non solo a creare un repertorio ma anche semplicemente a rendere accettabile e interessante per i gusti e la mentalità del passato la presentazione di spettacoli diversi e in qualche modo “scomodi”. Alcune artiste, fra cui Lydia Thompson, sono considerate delle vere e proprie pioniere, nel tentativo di oltrepassare gli stereotipi sulla femminilità che al tempo – e purtroppo ancora oggi – dominavano i giudizi sulle ballerine.

LydiaThompson

La Thompson è diventata un’icona delle radici del burlesque. Nata nel 1838 nel Regno Unito, dopo aver danzato e lavorato in varie pantomime fino al 1850, si dedicò totalmente al cosiddetto burlesque vittoriano, esportandolo negli Stati Uniti con la sua compagnia “British Blondes”. Il suo grande successo commerciale, che declinò solo agli inizi del Novecento, risiedeva nel fatto che per la prima volta il corpo bello e prorompente di una ballerina non veniva esclusivamente mostrato al pubblico: veniva usato per dimostrare che oltre ad esso c’era una mente sagace e capace di un’ironia e una parlantina mai attribuita ad una donna prima di lei.

In effetti, dunque,fu grazie alla Thompson se gli Stati Uniti conobbero per la prima volta questo tipo di spettacolo. Con le British Blondes,dal 1868 in avanti, avviò diversi tour nei vari Stati e dimostrarono di essere un fenomeno istantaneo e coinvolgente.
Fu subito chiaro che il Burlesque non fosse un’arte di semplice definizione. Le sue origini, che attinge al repertorio satirico e alle principali tradizioni teatrali, venivano fuse – soprattutto negli spettacoli della Thompson – con una critica sociale, spesso facendo un uso attento di riferimenti e strizzate d’occhio agi stereotipi e alla visione collettiva del corpo femminile.

Il burlesque ha presentato per la prima volta agli occhi degli spettatore – composti spesso dalla classe operaia e popolare – un mondo senza limiti, un mondo rovesciato e sconvolto, in cui gli ordini sociali, le convenzioni e le aspettative venivano ribaltate. In quel mondo venivano uniti fra loro elementi che nella normale vita sociale avrebbero dovuto restare separati, con la sessualità come principale contesto di riferimento. Venivano dunque creati degli ibridi grotteschi e delle imitazioni ridicole ma attrattive della vita quotidiana.
Questo mutamento di valori, che era una vera rivoluzione della rappresentazione teatrale, era in definitiva l’elemento più interessante e divertente per il pubblico, ma rischiava anche di ritorcersi contro la compagnia che teneva lo spettacolo o verso l’impresario stesso. Si trattava di una lama a doppio taglio: per artiste come Lydia Thompson era fondamentale mantenere un attento equilibrio fra la critica delle convenzioni sociali e il rispetto delle aspettative del pubblico.

Alle origini del Burlesque: la piccola rivoluzione di Lydia Thompson ultima modifica: 2015-11-03T17:35:41+00:00 da luca

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